Dove Siamo

Situazione generale della regione:

guatemala.petenLa regione in cui opera la missione è rimasta molto abbandonata, la maggior parte della regione è priva di strade di comunicazione praticabili, priva di luce e, per conseguenza, di scuole capaci di preparare professionalmente: i giovani e non giovani conoscono il grande esodo verso la capitale per accedere agli studi superiori e all’università e/o in cerca di lavoro; esodo dunque di giovani e di adulti e, spesso anche di bimbi trovando, alla capitale, scuole con migliore preparazione.

I poveri hanno poco accesso ai servizi di base come igiene, sanità, acqua e hanno limitate opportunità educative. L’alimentazione è molto povera e poco variegata.

Il traffico di droga sta crescendo esponenzialmente e ha raggiunto livelli preoccupanti. Esistono zone della regione completamente in mano ai narcotrafficanti.

Un problema che è al tempo stesso una risposta alla povertà è l’emigrazione verso gli Stati Uniti. Questo fenomeno è complesso e influenza la realtà familiare e sociale, perché porta le persone alla separazione temporanea o permanente dai propri cari, il contatto con altre esperienze culturali, con i nuovi valori e stili di vita. Petén è, anche un importante, nodo di transito di molti migranti provenienti da tutto il Centro America.

1959665_10203463507014302_716641908_nA causa della povertà d’acqua potabile e della povertà in genere delle famiglie prive di strutture necessarie d’igiene e di sanità, molte sono le malattie : tubercolosi, tifo, malaria, infezioni di ogni genere, vermi e diarree, malattie della pelle molto infettive; problemi di salute mentale come la depressione; problemi respiratori: raffreddore, faringiti e laringiti e bronchiti che sono spesso complesse, in alcuni casi essere fatale in particolare i più vulnerabili (compresi i bambini e gli anziani); problemi digestivi di sistema: gastrite, colite nervosa, parassiti intestinali diarrea principalmente associati (amebe) condizionato dalle cattive condizioni di igiene e di servizi igienico-sanitari nel vivere la maggior parte degli abitanti della zona; problemi di salute riproduttiva: Aids, gravidanze precoci, gravidanze ad alto rischio che non sono tempestivamente ed efficacemente controllate, dovute ad una mancanza di accesso tempestivo all’istruzione e altre strategie di prevenzione; elevata incidenza delle malattie prevalenti nei bambini: condizionate dal poco o nessun accesso ai programmi di prevenzione e la mancanza di strategie di sicurezza alimentare.

Contesto storico

Secondo alcuni storiografi e studi archeologici i primi abitanti di questo Municipio furono Maya e in seguito gente nera, scura o mulatta.

Secondo questi racconti fu fondato inizialmente con il nome di San Josè dei negri nel 1795-96 (localizzato in San Josè e san Andrès)  quando gli spagnoli portarono alcuni schiavi che si presume provenissero dai Caraibi (Puerto Rico, Jamaica e Cuba) e gli immigrati  provenienti dal Belice, che portarono l’immagine di san Benito di Palermo e lo proclamarono patrono di quel luogo. Obbedendo a proteste dei capiclan il comandante Josè de Galvez, ordinò il trasferimento verso il luogo dove attualmente è situato il quartiere La Ermita, dando luogo a un cambio di nome: San Benito dei negri.

Nel 1805 San Benito fu annesso all’isola di Nostra Signora della salute y san Paolo di Itzà; in seguito nel 1823 fu elevato alla categoria di Villa della detta isola e il 12 ottobre del 1825 viene considerato distretto annesso a Verapaces.   Ciò nonostante ,si  fece rappresentare nelle sessioni e atti pubblici  celebrati nell’isola, cosa che incise perché nel periodo compreso tra il 1829 e il 1839 si effettuerà nuovamente l’annessione Isola di nostra Signora della salute e san Paolo del Itzà per poter sopravvivere alla povertà estrema di quel periodo. Formalmente il 26 gennaio del 1873, san Benito si stabilizzò definitivamente come Municipio, quando i municipi limitrofi avevano già stabiliti i propri confini territoriali.

Secondo le stime dell’Istituto Nazionale di Statistica- INE-del 2009 , il Municipio di san Benito conta una popolazione di 51.913 abitanti( il 51% maschile  e il 49%  femmiile) costituendo l’8.8% del totale della popolazione del Dipartimento e il 27.5% della Conca del lago Peten Itzà. La sua distribuzione nello spazio indica che il 90% della popolazione abita in area urbana e il 10% in quella rurale. Così pure  il 26% della popolazione è indigena, il 53% è minore di 18 anni , il 67% è minore di 25 anni. La densità di popolazione è di 251 abitanti per Kmq., il che indica che esiste una forte concentrazione urbana. La crescita della popolazione raggiunse il suo picco massimo tra il 1985-1998, come conseguenza della forte immigrazione di persone provenienti dalle province di  Alta Verapaz,Izabal, Zapaca, Chiquimula e Jutiapa; ciò nonostante negli ultimi otto anni si evidenzia una tendenza di  stabilizzazione.

Altra fonte dell’economia del Peten è costituita dal turismo. La crisi economica a livello mondiale ha inciso sulla scarsa affluenza negli utimi anni, perché le imprese del turismo internazionale così come i fornitori di servizi si son visti in serie difficoltà. Tuttavia non si perde la speranza visto che dopo l ‘inaugurazione della strada asfaltata verso il Peten, si è incrementato il turismo locale. Durante gli ultimi cinque anni si è assistito a un incremento delle attività commerciali, evidenziato da un interessante aumento di centri commerciali nell’area centrale del Peten (Flores e Santa Elena).

Situazione di San Benito

San Benito (2) (640x443)San Benito, soprattutto nei quartieri limitrofi è abitato da un ceto molto povero, anche se relativamente migliore del resto della regione dominata dalla selva.

Non ci sono risorse di lavoro al di fuori dell’agricoltura, praticata con mezzi primitivi e il commercio spicciolo di caramelle e biscottini, di abiti usati, di qualche prodotto dell’artigianato locale come dolci di succo di canna da zucchero, o cappelli in paglia, corde, amache; prodotti locali come frutta (arance, manghi secondo la stagione), banane, patate dolci o legumi.

Da contraltare a questa realtà molto povera è la vicina città di Flores, che rappresenta un importante centro turistico della zona, servito da un aeroporto collegato con la capitale. L’escalation di violenza ha fatto diminuire sensibilmente il numero di visitanti e ha portato a chiudere le linee che collegavano l’aeroporto con il Mexico e gli altri stati del Centro America; e la città di Santa Elena, che rappresenta un polo commerciale ricco e florido.

La parrocchia

10341611_792084647483534_8908757930874649841_nLa parrocchia conta 60.000 abitanti e 27 quartieri. In ognuno dei quartieri è presente una comunità locale organizzata che svolge le attività all’interno del quartiere.

La parrocchia è presente nel tessuto sociale del territorio attraverso 9 cappelle che sono il punto di riferimento per le varie comunità locali dei quartieri adiacenti. La parrocchia si occupa anche di tre villaggi con popolazione indigena (quetchi) a circa dodici km fuori della città.

La parrocchia è stata recentemente affidata ai salesiani con lo scopo di promuovere le attività giovanili per tutta la regione e principalmente per l’area centrale che è la più densamente popolata.

Situazione giovanile

La popolazione giovanile di Petén è di 136. 645 giovani tra i 15 e 25 anni, e rappresentano il 21,41% della popolazione totale che è di 638.296 come previsto dai dati INE.

Non esistono luoghi di aggregazione per i giovani in tutto il Petén. I ragazzi hanno bisogno di uno spazio

992835_617652661593401_1679837602_nI “Barrios” (quartieri) della periferia di San Benito da sempre sono caratterizzati dalla carenza di servizi per le fasce più deboli, in particolare per quella dei giovani. Spesso, per la carenza, di luoghi di aggregazione e di socializzazione adeguati, molti di loro decidono di “eleggere” la strada come luogo in grado di fornire la risposta più adeguata al loro bisogno di ascolto e di valorizzazione delle proprie risorse. Con la conseguenza di divenire in breve manodopera per il traffico della droga, che garantisce entrate sicure e rapide. Questa scelta risulta essere rafforzata dalla mancanza  di punti di riferimento adulti, che li sostengano e li guidino nelle difficoltà della crescita e dell’inserimento nel mondo adulto.

La Parrocchia di San Benito opera nella regione più pericolosa di tutto il Guatemala, riconosciuta come quella con la più alta incidenza di morti per omicidio ed è in una zona molto povera e per questo non possiede grandi risorse.

Dal 2011, il Vicariato Apostolico di Petén ha richiesto alla Congregazione salesiana una presenza sul territorio, per divenire un punto di riferimento per i molti adolescenti e giovani abbandonati a se stessi.

La parrocchia vuole offrire un luogo per poter svolgere attività sportive, ricreative e di crescita spirituale ed umana, che consenta a tanti di loro di trovare una via alternativa alla strada. In maniera tale che questi giovani, a loro volta divengano un riferimento, in qualità di animatori o educatori di riferimento, per gli altri giovani presenti nelle varie comunità locali.