Riflessioni quaresimali

La quaresima è sempre un periodo particolare per la vita di un missionario… è sempre come periodo di forte riflessione personale.

Tutti gli anni iniziamo il cammino della quaeresima con il vangelo delle tentazioni e non è un caso… Qual è il nocciolo delle tre tentazioni che subisce Gesù? E’ la proposta di strumentalizzare Dio, di usarlo per i propri interessi, per la propria gloria e per il proprio successo. E dunque, in sostanza, di mettere se stessi al posto di Dio, rimuovendolo dalla propria esistenza e facendolo sembrare superfluo. Ognuno dovrebbe chiedersi allora: che posto ha Dio nella mia vita? E’ Lui il Signore o sono io? Superare la tentazione di sottomettere Dio a sé e ai propri interessi o di metterlo in un angolo e convertirsi al giusto ordine di priorità, dare a Dio il primo posto, è un cammino che ogni cristiano deve percorrere sempre di nuovo. “Convertirsi”, un invito che ascolteremo molte volte in Quaresima, significa seguire Gesù in modo che il suo Vangelo sia guida concreta della vita; significa lasciare che Dio ci trasformi, smettere di pensare che siamo noi gli unici costruttori della nostra esistenza; significa riconoscere che siamo creature, che dipendiamo da Dio, dal suo amore, e soltanto «perdendo» la nostra vita in Lui possiamo guadagnarla. Questo esige di operare le nostre scelte alla luce della Parola di Dio

La Quaresima è riscoprire il senso della povertà, non è altro che un invito all’essenzialità. Il grande errore della nostra società moderna nasce dall’aver sbagliato il rapporto con le cose. Disfarsi del tanto superfluo che soffoca le nostre vite, ridistribuire, non sprecare, seguire la regola infallibile del ‘poco e bello’, questo è il primo senso della Quaresima. Perché oggi abbiamo un immenso bisogno di fare spazio. La grande impresa è precisamente fare spazio a Dio. Essere poveri vuol dire liberarsi dalle cose per essere di Dio. Il mondo moderno sembra non conoscere la misericordia. È impietoso, ha prodotto la cultura dello scarto e imposto ampie aree di sacrificio, natura devastata e masse umane di reietti. Il mondo degli affari parla il linguaggio della guerra. Dove il povero non ha dignità… semplicemente non esiste. Essere missionario, in fondo per me è dare voce a loro… ai dimenticati del mondo con i quali condivido ogni giorno gioie e tristezze e le continue lotte per la sopravvivenza.

Ogni volta che un volontario viene qui, e vede quello che io racconto, mi dice: “Non è possibile”… “Non può essere”, queste cose sono ingiuste… ed è vero lo sono. Il mondo addormenta la nostra coscienza e ci fa dimenticare che la metà della popolazione vive (dovrei dire sopravvive) con quello che noi consideriamo scarto e lo dico io, missionario, che per la maggior parte della gente ha fatto pesanti rinunce… in realtà quando guardo dritto negli occhi i bambini delle mense delle nostre cappelline o i malati della clinica della parrocchia, ho un profondo senso di vergogna a sentirmi chiamare missionario, o ad essere osannato da molti per quello che faccio… Allora ben venga la Quaresima (anche per me apprendista missionario) che ci ricorda di fare qualche rinuncia… che mette alla prova la nostra “sopravvivenza” a stare qualche ora senza cellulare o senza internet, o a non mangiare carne un giorno intero (grande sacrificio che spesso rimpiazziamo con banchetti ben più succulenti) mentre la maggior parte della gente, la carne non sa neanche cosa sia o che sapore abbia… o stare in digiuno un paio di giorni all’anno, quando per noi questo è un lusso che possiamo permetterci, per dirci che siamo bravi cristiani, mentre attorno a me, il digiuno molti dei bambini della mia parrocchia lo praticano tutto l’anno.

La Quaresima allora diventa un nuovo modo di camminare sulla terra, che possiamo scegliere… Uno stile che ha inaugurato tanti anni fa Gesù Cristo, che ci spinge a cambiare il nostro modo di vivere, che ci chiama ad aprire gli occhi sui veri problemi che attanagliano il mondo e non le quisquiglie per le quali ci chiudiamo nel nostro egoismo. Fare Quaresima è prendere sul serio la poesia che è Cristo che rifà il mondo, con la sua imprevedibile fantasia, sconvolge le nostre esistenze opache donandole il vero senso per cui vivere.

Possiamo scegliere di costruire un nuovo mondo. Un mondo in cui non vige la logica: più denaro è bene, meno denaro è male. Un mondo che valuta il benessere di un popolo non più col termometro del PIL, ma con quello della Parola di Dio. La Quaresima è un tempo privilegiato per riflettere sulla fede come impegno nel costruire il regno di Dio.

La fede, ha detto papa Francesco, non serve per salvarsi l’anima e andare in paradiso, una fede autentica implica sempre un profondo desiderio di cambiare il mondo (Evangelii Gaudium). Il senso della Quaresima oggi va riscoperto, rilanciato nel valore alto, politico e sociale che possiede, il suo nucleo incandescente, che non è pura utopia, ma realtà incarnata frutto dell’impegno cristiano.

Buon Cammino di Quaresima

Don Giampiero


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